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Palazzo Mostra della Romanità

Palazzo Mostra della RomanitàSUPERFICIE COPERTA: mq 12.500; mc 250.000

PROGETTISTI: P. Aschieri, D. Bernardini, C. Pascoletti, G. Peressutti

INIZIO E FINE LAVORI: dicembre 1939–1952

 

 

 

Rispetto alle prime edizioni del piano urbanistico espositivo, l’edificio per la Mostra della Romanità trova la sua collocazione a conclusione del semidecumano trasversale, che prende origine dal porticato monumentale di collegamento degli edifici delle Arti e Tradizioni Popolari e della Scienza Universale.

Analogamente al Palazzo Mostra dell’Agricoltura e Bonifiche, anche quest’edificio è uno di quelli realizzati da terzi e precisamente dalla Società Anonima Fiat di Torino.

L’aspetto di sostanziale diversità rispetto alle altre architetture dell’E42 è palesato dall’enorme massa muraria di rivestimento esterno in bugnato di peperino scuro, che avvolge la quasi totalità delle facciate dell’edificio.

Parimenti al complesso dell’Autarchia, del Corporativismo e delle Forze Armate, presenta un monumentale piazzale, nel progetto iniziale caratterizzato dalla presenza di una vasca rettangolare e da un monumento equestre, posto come fondale al porticato di collegamento tra i due corpi di fabbrica principali.

I due ingressi monumentali sono caratterizzati da un ordine gigante di colonne, così come l’articolazione generale della piazza e delle facciate.

Nella composizione dei prospetti esterni ed interni, oltreché nella organizzazione delle sale espositive interne, è palese l’impostazione particolarmente scenografica dell’architetto Aschieri, che riprende temi ed iconografie intimamente legate alla romanità.

Progettato inizialmente con spirito altamente celebrativo, subì nel corso della sua realizzazione sostanziali mutamenti soprattutto in relazione alla composizione e alla distribuzione delle sale interne.

Il sistema decorativo del grande piazzale avrebbe previsto, oltre al citato gruppo equestre, anche la presenza di sculture contrapposte in corrispondenza dei due monumentali ingressi sulla piazza interna.

Anche in questo caso, i noti eventi bellici provocarono notevoli ritardi nel completamento del fabbricato che fu terminato solo nel 1952 ed aperto al pubblico nel 1955 come Museo della Civiltà Romana (di cui è tutt’oggi sede), esponendo un’immensa raccolta di gessi e calchi delle grandi opere d’arte del mondo greco- romano.

Nell’estate del 2004 l’edificio ha accolto il Planetario di Roma, precedentemente ospitato presso le Terme di Diocleziano, con il Museo Astronomico.



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